La traduzione è un ambito davvero molto esteso, che abbraccia praticamente tutti i settori. Al tempo stesso però è una pratica che da chi non è del mestiere non viene presa troppo sul serio: si cerca sempre di risparmiare sulle traduzioni facendole fare al cugino/amico/fratello/cugino dell’amico che ha vissuto all’estero quando in realtà non basta affatto conoscere e parlare una lingua per considerarsi traduttori. Essere traduttore comporta anni e anni di studio, preparazione, esperienza maturata in uno o più settori specifici (non è la stessa cosa tradurre un romanzo o un foglio illustrativo di un medicinale!).

 

 

Attorno alla traduzione quindi orbitano tantissimi luoghi comuni. Di seguito ne elenco solo alcuni, giusto per darvi un’idea.

1. Per tradurre basta cambiare le parole in un’altra lingua

C’mon guys! Seriously? La traduzione è molto di più! Non è solo tradurre le singole parole nella lingua d’arrivo. Le espressioni idiomatiche, le metafore, il linguaggio figurativo dove lo lasciamo? Se si traduce un qualsiasi testo parola per parola si perdono tantissime sfumature espresse nella lingua di partenza, e soprattutto il risultato è pessimo. Il traduttore deve analizzare frasi e paragrafi interi per poter tradurre nel modo migliore il significato del testo nel suo complesso e non quello delle singole parole.

 

 

2. Qualsiasi persona bilingue può tradurre

Un traduttore non è soltanto una persona che parla fluentemente due lingue. Il traduttore dovrebbe avere una laurea o almeno un certificato attestante studi nell’ambito della traduzione, in quanto il processo è molto più che soltanto esser in grado di comunicare correttamente in entrambe le lingue. Il traduttore ha un codice etico da rispettare e seguire, strategie che può utilizzare per tradurre in modo efficace il messaggio e una conoscenza specializzata e approfondita del settore per il quale traduce.

 

 

3. Se conosci la variante di una lingua sei in grado di tradurre qualsiasi tipologia di testo in quella lingua

Non è proprio così, anche se molta gente pensa che tutti i parlanti di una determinata lingua usino lo stesso lessico e la stessa grammatica. Ad esempio americani e inglesi si capiscono perfettamente, ma sono consapevoli che ogni variante della lingua inglese differisce leggermente per quanto riguarda lessico e pronuncia. Stessa cosa ma amplificata se si pensa allo spagnolo: la variante parlata in Spagna e quella parlata in Sud America hanno molte differenze a livello di lessico e in parte anche a livello grammaticale. Con l’arabo si passa a un altro livello: ogni variante ha addirittura un proprio sistema di regole grammaticali, infatti in alcuni casi ciò rende la comprensione reciproca impossibile.

Da ciò si deduce che il traduttore deve possedere una conoscenza approfondita della variante specifica con la quale lavora, altrimenti le traduzioni risulterebbero macchinose per i lettori madrelingua.

4. La traduzione automatica è valida quanto quella fatta da un traduttore in carne e ossa

Ecco, direi proprio di no. Sicuramente è vero che ci sono stati progressi enormi per quanto riguarda la tecnologia della traduzione automatica, ma ciò non vuol assolutamente dire che il traduttore in carne e ossa debba esser messo nel dimenticatoio. Anzi! I sistemi di traduzione automatica lavorano con l’utilizzo di algoritmi e database, ma non possiedono le capacità analitiche e creative proprie della mente umana, necessarie per far in modo che la traduzione sia fluente quanto il testo originale.

 

 

5. Un traduttore professionista può tradurre qualsiasi tipo di testo nella lingua che tratta

Vero è che alcune tipologie di testo possono esser tradotte da professionisti con diverse specializzazioni, ma ci sono altri testi che hanno un linguaggio molto tecnico e specialistico. Ad esempio, un traduttore specializzato in testi legali non sarà in grado di tradurre correttamente un articolo medico-scientifico: innanzitutto, perché può non conoscere il lessico appropriato, se non addirittura non comprendere appieno il testo di partenza.

6. Un bravo traduttore non usa mai il dizionario

Questa è ovviamente una falsa credenza: nonostante il traduttore abbia un’ampia padronanza delle lingue che tratta, ciò non significa che debba conoscere ogni singola parola di quella data lingua! L’utilizzo del dizionario è provvidenziale soprattutto quando il traduttore deve affrontare una nuova tipologia di testo oppure un documento particolarmente ostico a livello lessicale e si imbatte magari in un termine mai sentito prima, persino nella sua lingua madre!

7. Traduzione e interpretazione sono la stessa cosa

Spesso per chi è esterno a questo mondo, traduzione e interpretazione sono termini intercambiabili indicanti lo stesso servizio, ma in realtà sono due processi completamente diversi: la traduzione consiste nella resa per iscritto di un testo da una lingua di partenza a una di arrivo; l’interpretazione invece è la resa di un discorso orale da una lingua a un’altra. Quindi è palese che siano due processi totalmente differenti, e di solito i professionisti si specializzano solo in uno dei servizi sopra elencati, in quanto alla base c’è una preparazione diversa.

 

 

Eccoci giunti alla fine di questo breve elenco.

Voi conoscete altri luoghi comuni sulla traduzione? Scriveteceli a info@mullerwwl.it, siamo curiosi 😊