Vi lasciamo per le vacanze estive con questo articolo di approfondimento su una delle lingue più belle al mondo

Quale, vi starete chiedendo? Beh ovvio: L’ITALIANO! L’amatissima lingua del Belpaese, la lingua di Dante e Manzoni, la lingua che “è ancora una lingua ricca, leggera, complessa, nobile, musicale”.

Non è nostra intenzione dilungarci nel racconto dettagliato di genesi e sviluppo della nostra lingua, ma se vi interessa prendetevi un po’ di tempo e cliccate qui. Ne vale la pena!

Come ben sappiamo, l’italiano appartiene alla famiglia delle lingue indoeuropee ed è una lingua romanza, cioè una lingua derivante dal latino. Essa non deriva direttamente dal latino classico bensì dal volgare, il latino parlato dal vulgus, il popolo, coloro che abitavano nelle province romane.

 

Da sinistra: Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio, Francesco Petrarca, Galileo Galilei, Alessandro Manzoni.

 

“L’italiano, e le lingue in generale, è espressione diretta della società in cui viene parlata. Viene influenzata costantemente dai tantissimi input e fenomeni che colpiscono i parlanti, vediamo ad esempio i dibattiti linguistici sul tema delle declinazioni femminili delle professioni oppure la nascita irrefrenabile di neologismi.
Ogni lingua parlata è di per sé dinamica, e merita di esser conosciuta e utilizzata nel migliore dei modi.

 

La base di ogni idioma è la grammatica, e come tale deve esser conosciuta bene dai parlanti della lingua stessa.
Purtroppo molto spesso così non è, e quindi ci ritroviamo a sentire e leggere errori da far accapponare la pelle!

Qui di seguito ne abbiamo raccolti 5, ma ce ne sarebbero ancora parecchi da elencare…

 

 

1. Qual è, questo sconosciuto!

Troppe, davvero troppe volte si vede questa costruzione scritta con l’apostrofo e il sangue si gela nelle vene. E no, non è vero che è stato accettato nell’uso comune, come l’imperfetto al posto del congiuntivo nel parlato.
SI SCRIVE SENZA L’APOSTROFO! E basta. Senza se e senza ma.
Non si mette l’apostrofo (così caro a tanti italiani) perché si tratta di un troncamento di “quale”, non di un’elisione.
L’apostrofo. Questo sconosciuto ai molti. Cliccate qui se volete fare un veloce ripasso.

 

2. L’accento

Anche questo è un bel problemino per la maggior parte degli italiani.
Non si conosce la differenza tra accento grave e accento acuto e lo si scrive a caso “Ma sììì, tanto è pur sempre un accento, no?”
Non funziona così. Ci sono delle regole da seguire anche in questo caso.
E meno male che in italiano si scrivono solo gli accenti che cadono sull’ultima sillaba! Altrimenti sarebbe una tragedia! Perché, come ben saprete, quasi tutte le parole italiane hanno l’accento, ma graficamente lo indichiamo solo nelle parole con l’ultima sillaba accentata (città), o nelle parole monosillabiche che possono creare confusione (“dà” voce verbale e “da” preposizione).
Qui trovate le indicazioni base sull’utilizzo degli accenti acuto e grave. Se invece vi serve una ripasso degli accenti nella lingua italiana, cliccate qui.

 

3. Il congiuntivo, la Bestia Nera

Nel parlato viene spesso sostituito dall’imperfetto, talmente spesso che è diventata una variante accettata. Nello scritto però l’imperativo è saperlo utilizzare. E tanta gente ha serie difficoltà nel coniugarlo nel modo giusto.
Volete far un veloce ripasso? Cliccate qui. E date anche un’occhiata qui, che non fa mai male.

 

4. I pronomi

Ecco un altro scoglio della grammatica italiana. Per molti connazionali esiste solo una forma universale, “gli”, da utilizzare sia per il maschile che per il femminile che al plurale.
In realtà non funziona mica così. Guardate un po’ qui e qui.

 

5. L’uso dell’H

Vero è che nella pronuncia italiana l’h è muta, ma nello scritto bisogna scriverla, e anche nel posto giusto! Hai o ai? O o ho? Hanno o anno? Qui viene spiegato, e con tanto di esempi.

 

Invece quali errori fanno accapponare la vostra, di pelle? Scriveteceli nei commenti, siamo curiosi!
E siete d’accordo con la nostra top 5?